Villa Gregoriana


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Detta anche di Manlio Vopisco, proprietario in epoca romana della villa distrutta. La sua rara bellezza è dovuta agli aspetti naturalistici che esaltano la presenza delle acque del fiume Aniene. E’ possibile ammirare la grande cascata (oltre 100 metri di salto) che esce impetuosamente dai cunicoli artificiali scavati, dopo la piena catastrofica del 1826; le grotte di Nettuno e delle Sirene, dove il fiume stesso viene inghiottito nelle viscere della roccia, per poi ricomparire più a valle. La suggestione che i luoghi ancora selvaggi incutono e il particolare ecosistema ne fanno un luogo unico al mondo.

Il tempio di Vesta, a pianta rotonda con 18 colonne scanalate di ordine corinzio (oggi ne rimangono solo 10), con peristilio ricoperto da un soffitto di travertino a cassettoni, risale alla prima metà del I secolo a.C. e domina la valle, oggi sede della Villa Gregoriana. Il tempio della Sibilla, del II secolo a.C., è di forma rettangolare di stile ionico, composto da un basamento di travertino su cui poggiano le pareti laterali con semicolonne. Nel Medioevo fu trasformato nella chiesa di San Giorgio, oggi scomparsa. Dall’area dei templi, antica acropoli romana, si gode la vista del mirabile paesaggio di Villa Gregoriana e delle cascatelle al di sotto del ponte Gregoriano.


Bed and Breakfast Libea 

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